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	<title>Giulia Mancinelli</title>
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	<description>Giornalismo "on the road"</description>
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		<title>Costa Rica, pura vida!</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 09:59:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di bordo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sole, mare, natura&#8230;.e tanto surf. La Costa Rica è questo e molto altro ancora. Dalla foresta tropicale a quella nebulare d&#8217;alta quota, dal sole caldo e secco della costa del Pacifico alle palme della costa Caraibica.

E poi vulcani, infinite specie di flora e fauna. La Costa Rica è anche un crocevia di giovani alla ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">Sole, mare, natura&#8230;.e tanto surf. La Costa Rica è questo e molto altro ancora. Dalla foresta tropicale a quella nebulare d&#8217;alta quota, dal sole caldo e secco della costa del Pacifico alle palme della costa Caraibica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="alignleft" src="http://lh6.ggpht.com/_XiHBW264f8U/Sq_CtMcqIQI/AAAAAAAABsY/aUnweNHH9_U/s128/costarica_%20001.jpg" alt="" width="128" height="96" /></p>
<p><span id="more-38"></span>E poi vulcani, infinite specie di flora e fauna. La Costa Rica è anche un crocevia di giovani alla ricerca della loro dimensione e a queste condizioni trovarla non è certo difficile&#8230;Un popolo amante della tranquillità, caldo e semplice in perfetto stile “Pura Vida”, l&#8217;augurio che ti senti ripetere in continuazione e da ogni parte. La nostra avventura parte (con una tappa nell&#8217;immancabile Miami) da Liberia, cittadina di scambio favorita dall&#8217;aeroporto internazionale. Di qui la nostra rotta è verso Tamarindo, due ore in autobus a 40°, aria condizionata manco a pensarci ma in compenso birretta fresca gratis. L&#8217;arrivo a Tamarindo è meglio di come ce lo aspettavamo. Anche se l&#8217;urbanizzazione comincia a farsi sentire, le strade di sabbia, la spiaggia immensa e le onde dell&#8217;oceano hanno il sopravvento.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le spiagge più belle, da girare rigorosamente on the road (ma attenzione alle maree&#8230;la strada che c&#8217;è al mattino potrebbe scomparire nel pomeriggio) quelle di Playa Grande, Playa Conchal (la spiaggia delle conchiglie), playa Brasilito e Playa Flamigo. Meno turistiche, ideali per relax tra una surfata, una bevuta in chioschetti sperduti e un po&#8217; di sole. Il refugio nacional de fauna silvestre ostional regala, per chi ha la pazienza di appostarsi anche per tutta la notte, lo spettacolo delle tartarughe marine che depositano le uova. E poi le cittadine di Huacas, con i gringos, Matapalo e Potrero&#8230;niente di più selvaggio. Il nostro viaggio prosegue sulla costa opposta. In 12 ore, alla modica cifra di 8 dollari, da Tamarindo arriviamo a San Josè, la capitale, niente di speciale, ma sicuramente una città tra le meno pericolose del centroamerica, e poi giù lungo la costa fino a Puerto Viejo de Talamanca, al confine con Panama. Una viaggio stipati in vecchie “carretere” attraverso le montagne dell&#8217;altopiano centrale con soste lungo strade tortuose e impervie ma la Costa Rica è anche e soprattutto questo.</p>
<table style="width: 194px;" border="0">
<tbody>
<tr>
<td style="background: url(http://picasaweb.google.it/s/c/transparent_album_background.gif) no-repeat left 50%; height: 194px;" align="center"><a href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/CostaRica02?feat=embedwebsite"><img style="margin:1px 0 0 4px;" src="http://lh6.ggpht.com/_XiHBW264f8U/Sq_CghV9w2E/AAAAAAAABu4/r-XnKYSB_MQ/s160-c/CostaRica02.jpg" alt="" width="160" height="160" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align:center;font-family:arial,sans-serif;font-size:11px"><a style="color:#4D4D4D;font-weight:bold;text-decoration:none;" href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/CostaRica02?feat=embedwebsite">costa rica</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>L&#8217;arrivo sulla costa atlantica non è proprio dei migliori. Il clima è umido e la pioggia è compagna costante del nostro soggiorno. In quanto a Puerto Viejo, se non fosse per la pioggia, il panorama sarebbe da cartolina. Palme che si estendono a perdita d&#8217;occhio, tra cocchi, pappagalli e scimmie. In spiaggia di giorno il surf la fa da padrone e la sera il villaggio si anima di musica, movida e tanti giovani fino all&#8217;imperdibile falò in riva al mare. Unico problema. Adoriamo il sole, soprattutto a marzo. Decidiamo per un fuori programma e torniamo, con altre 12 ore di viaggio, a Tamarindo dove ormai siamo di casa. Grazie a Edo che ci ha ospitato e a Manuel, che è riuscito a farci salire sulla tavola da surf, la vacanza è volata via. Con un unico rammarico&#8230;la voglia di restare. Sulla via del rientro non rinunciamo, come da programma ad una capatina a Panama City. La chiamano la Miami del centroamerica. Niente di più falso. Un&#8217;unica lunga via piena di casinò e night. Tutto molto trash ma almeno adesso lo sappiamo&#8230;Anche stavolta torniamo a casa pensando a quello che abbiamo lasciato ma felici per ricordi che porteremo sempre con noi&#8230;</p>
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		<title>I love shopping in London</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 13:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fashion world]]></category>

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		<description><![CDATA[I love shopping in London. È vero, I love shopping in generale ma Londra si è rivelata per molti aspetti una meta alternativa dello shopping fai dai te. Da sfatare il tabù che, dato il cambio sfavorevole, gli acquisti siano una rimessa. Basta usare semplici accorgimenti&#8230;.

Come evitare catene internazionali (unica eccezione H&#38;M cui proprio non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I love shopping in London. È vero, I love shopping in generale ma Londra si è rivelata per molti aspetti una meta alternativa dello shopping fai dai te. Da sfatare il tabù che, dato il cambio sfavorevole, gli acquisti siano una rimessa. Basta usare semplici accorgimenti&#8230;.</p>
<p><img src="http://www.giuliamancinelli.com/wp-content/uploads/2008/11/london-024.miniatura.jpg" alt="london-024.jpg" /></p>
<p><span id="more-31"></span>Come evitare catene internazionali (unica eccezione H&amp;M cui proprio non si può resistere&#8230;) che sono ampiamente diffuse anche in Italia e negozi di scarpe che sono una vera “sola”. Con un volo low cost e in due soli giorni shopping e divertimento sono assicurati. Stavolta io e la mia friend shopper Catia abbiamo deciso di evitare i vari mercatini hippy e dell&#8217;usato in favore di Oxford Street e Regent Street. Le vie nevralgiche dello shopping londinese. Da evitare anche Harrods (almeno per fare acquisti) e i vari centri commerciali a dieci piani che sono solo una gran perdita di tempo. Da Oxford Street (i negozi aprono alle 10 e restano aperti fino alle 20-21), lato nord, lo shopping comincia con le tappe obbligate da Next, River Island, French Connection, H&amp;M (ogni giorno c&#8217;è un&#8217;intera area dedicata allo sconto del 50%) e Mex.</p>
<table style="width: 194px">
<tr>
<td align="center" style="background: url('http://picasaweb.google.com/f/img/transparent_album_background.gif') no-repeat left 50%; height: 194px"><a href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/London#"><img width="160" src="http://lh5.ggpht.com/_XiHBW264f8U/SPjGs11WZ1E/AAAAAAAABiU/SIWAOM1Ol6c/s160-c/London.jpg" height="160" style="margin: 1px 0px 0px 4px" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-size: 11px; font-family: arial,sans-serif; text-align: center"><a href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/London#" style="font-weight: bold; color: #4d4d4d; text-decoration: none">London</a></td>
</tr>
</table>
<p> Prima pausa per coffè &amp; cake da Starbucks per proseguire con Top Shop (dove c&#8217;è una linea di abbigliamento e accessori non troppo carini a dire la verità disegnati da Kate Moss),  Miss Selfridges e Uniglo (negozio sui generis di articoli giapponesi). Il giro di shopping nel lato sud di Oxford Street prosegue con Gap, Accessorize, Monsoon (la linea abbigliamento di Accessorize) e Madhouse (con vestiti firmati a prezzi scontati).</p>
<p>Il pranzo ovviamente è veloce e per non avere intoppi con la tabella di marcia, basta prendere il frullato (con un mix incredibile di frutta e cereali di ogni tipo) da Fruzì. A proposito&#8230;per non intralciare lo shopping meglio girare per negozi e vie con un mini trolley evitando pacchettini e bustine varie. In Regent Street vale veramente la pena fare una tappa da Karen Millen e Ted Baker. Lungo il percorso decine anche i punti vendita Mango e Zara ma non sono certo convenienti&#8230;</p>
<p>Dopo una giornata di shopping la sera è tutta per Soho, il quartiere più eccentrico di Londra con il miglio ristorante di cucina tailandese e per chi ha una seconda serata da spendere&#8230;bhè noi abbiamo optato per un sushi take awey a casa di Laura che come sempre è il nostro punto di riferimento londinese!</p>
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		<title>Valencia che sorpresa&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 17:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di bordo]]></category>

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		<description><![CDATA[Un week end e un volo low cost sono bastati per andare alla scoperta di una delle città più festaiole della Spagna. Un mix ben calibrato tra tradizione e modernità. Un fascino particolare dovuto alle testimonianze storiche della città vecchia, delle chiede medievali, dei palazzi barocchi fino all&#8217;architettura contemporanea del quartiere delle arti e della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliamancinelli.com/wp-content/uploads/2008/07/valencia-008.jpg" title="Valencia"></a>Un week end e un volo low cost sono bastati per andare alla scoperta di una delle città più festaiole della Spagna. Un mix ben calibrato tra tradizione e modernità. Un fascino particolare dovuto alle testimonianze storiche della città vecchia, delle chiede medievali, dei palazzi barocchi fino all&#8217;architettura contemporanea del quartiere delle arti e della scienza senza tralasciare il lungomare con la spiaggia di Malvarossa e l&#8217;eccitante vita notturna del barrio del Carmen.</p>
<p> <a href="http://www.giuliamancinelli.com/wp-content/uploads/2008/07/valencia-008.jpg" title="Valencia"><img src="http://www.giuliamancinelli.com/wp-content/uploads/2008/07/valencia-008.miniatura.jpg" alt="Valencia" /></a></p>
<p><span id="more-27"></span></p>
<p>La giornata tipo per un “rilassante” viaggio alla scoperta di Valencia, può cominciare dal centro, con la cattedrale che conserva la mano di San Vincenzo e il Sacro Calice che secondo la tradizione cristiana è stata utilizzata da Gesù nel corso dell&#8217;ultima cena, e la torre campanaria dove salendo 217 scalini (sia all&#8217;andata che al ritorno) si gode un panorama mozzafiato per passare a la plaza de la Virgen con la fontana al centro e i caffè intorno, e alla Lonja de Seda, palazzo gotico che ospitava nel XV secolo il mercato della seta.</p>
<table style="width: 194px">
<tr>
<td align="center" style="background: url('http://picasaweb.google.com/f/img/transparent_album_background.gif') no-repeat left 50%; height: 194px"><a href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/Valencia"><img width="160" src="http://lh5.ggpht.com/penelope.pitti/SGEHHib-10E/AAAAAAAABI0/vxblMDujcdU/s160-c/Valencia.jpg" height="160" style="margin: 1px 0px 0px 4px" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-size: 11px; font-family: arial,sans-serif; text-align: center"><a href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/Valencia" style="font-weight: bold; color: #4d4d4d; text-decoration: none">Valencia</a></td>
</tr>
</table>
<p>Secondo step dedicato al quartiere delle Arti e della Scienza, il volto moderno della città cui si arriva percorrendo (in bici) l&#8217;alveo e i giardini del fiume Turia, il cui corso fu deviato dopo l&#8217;alluvione del 1957.  Al limite orientale del Turia si erige la città delle Arti e della Scienza, un complesso futuristico costruito interamente in acciaio e in vetro per riflettere la luce del mediterraneo e con lo scopo di coniugare cultura e scienza. A realizzarlo è stato l&#8217;architetto valenciano Santiago Calatrava.</p>
<p>Tre sono i principali monumenti: l&#8217;Emisferico, dove si proiettano film tridimensionali, il Museo della Scienza e l&#8217;Oceanografico con ricostruzioni di lagune e acquari sotto al pavimento. Per gli amanti dello shopping le vie da non perdere sono le aree pedonali comprese tra calle del la Paz e calle Colon. Ultima tappa il porto, che ha ospitato l&#8217;America&#8217;s Cup nel 2007 e la spiaggia di Malvarossa, raggiungibili dal centro in 20 minuti di autobus o in metro.</p>
<p> La spiaggia è costellata di campi per attività sportive e soprattutto di bar e ristoranti specializzati nella paella valenciana. La movida notturna però è tutta concentrata nel barrio del Carmen e in particolare in calle Caballeros. I locali si susseguono e non c&#8217;è che l&#8217;imbarazzo della scelta anche se noi siamo particolarmente affezionate al Fox Congo&#8230; I locali restano aperti fino alle 4 poi ci si sposta nelle discoteche al porto.</p>
<p>Sgrana, Marta e Francesca sono state stupende compagne di avventura&#8230;</p>
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		<title>Jamaica no problem!</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 14:45:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di bordo]]></category>

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		<description><![CDATA[Jamaica no problem! È la frase che ti senti ripetere da quando metti il primo piede sulla verdeggiante terra di Jamaica. E mai detto si è rivelato più vero. La Jamaica è un paese magico, con una natura rigogliosa e poderosa, sole, acqua e mare sono gli elementi predominanti. E poi la gente&#8230;

 
La popolazione, discendente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><font color="#000000"><font size="3">Jamaica no problem! È la frase che ti senti ripetere da quando metti il primo piede sulla verdeggiante terra di Jamaica. E mai detto si è rivelato più vero. La Jamaica è un paese magico, con una natura rigogliosa e poderosa, sole, acqua e mare sono gli elementi predominanti. E poi la gente&#8230;</font></font></p>
<p align="left"><font color="#000000"><font size="3"><a href="http://www.giuliamancinelli.com/wp-content/uploads/2008/04/jamaica_-004-73.jpg" title="jamaica_-004-73.jpg"><img src="http://www.giuliamancinelli.com/wp-content/uploads/2008/04/jamaica_-004-73.miniatura.jpg" alt="jamaica_-004-73.jpg" /></a></font></font></p>
<p> <span id="more-25"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" lang="it-IT"><font color="#000000"><font size="3">La popolazione, discendente degli ex schiavi d&#8217;Africa, accomunata dal colore nero (pochissimi i cosiddetti “browny”, con il colore della pelle più chiara) della pelle a ricordare le antiche deportazioni degli schiavi della madre Africa, risulta però quanto mai variegata in quanto a religione, usi e costumi. Il primo giorno in Jamaica è spiazzante. La precarietà delle baracche, i baretti improvvisati tra quatto baracchini e poi i tassisti fai da te che sfrecciato spericolati lungo l&#8217;unica strada asfaltata che percorre l&#8217;isola (la A1 che collega Montego Bay a Negril e la guida è a destra!) e poi i rasta, i neri dai capelli attorcigliati in bread non possono che disorientare e perchè no incutere anche un certo timore. Bastano però poche per accorgersi che la Jamaica ha un altro volto. </font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" lang="it-IT">&nbsp;</p>
<table style="width: 194px">
<tr>
<td align="center" style="background: url('http://picasaweb.google.com/f/img/transparent_album_background.gif') no-repeat left 50%; height: 194px"><a href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/Jamaica"><img width="160" src="http://lh3.ggpht.com/penelope.pitti/SBh90y0AjWE/AAAAAAAAA8k/-xaPOeeYp-E/s160-c/Jamaica.jpg" height="160" style="margin: 1px 0px 0px 4px" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-size: 11px; font-family: arial,sans-serif; text-align: center"><a href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/Jamaica" style="font-weight: bold; color: #4d4d4d; text-decoration: none">Jamaica</a></td>
</tr>
</table>
<p style="margin-bottom: 0cm" lang="it-IT"><font color="#000000"><font size="3">Nessuna paura, nessun rischio (almeno per chi i pericoli non se li va a cercare) solo tanto relax, musica reggae in costante sottofondo da mattina a sera e il profumo della ganja che permea l&#8217;aria. L&#8217;avventura, mia e di Sgrana, è cominciata da Negril. Il centro più famoso e turistico dell&#8217;isola ma che da subito si rivela un piccolo villaggio (tutto ruota attorno a Negril Village, una rotatoria e west end, una litoranea di un paio di chilometri) che termina sulla suggestiva scogliera dominata dal faro, il punto più a ovest dell&#8217;isola, e il mitico Rick&#8217;s Cafè, famoso per i tuffatori che si lanciano da 20metri, e per i tramonti (anche se non sono niente male quelli lungo la spiaggia). Negril si estende invece a sud per circa otto chilometri disseminati di spiagge, pale e&#8230;purtroppo di resort. Questa è long bay. Fortunatamente come è nostra consuetudine ce ne stiamo ben alla larga dalle mega cementificazioni all inclusive e optiamo per modesti bungalow b&amp;b gestiti da jamaicani. </font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" lang="it-IT"><font color="#000000"><font size="3">Il sole e il relax sono assicurati. Unica eccezione i big bomboo che ti tempestano con richieste di fidanzamento, di matrimonio e magari anche di prole! E&#8217; l&#8217;altra faccia della Jamaica. Quella della sopravvivenza, degli espedienti per tirare a fine giornata. Un fenomeno qui molto evidente ma comune a quasi tutti i paesi del centro e sud America. Con altrettanta dignità i big bamboo sanno ritrarsi senza troppa insistenza al primo e secondo “No thanks”. Le due settimane volano spensierate tra serate di vera musica reggae nei baretti di palme in spiaggia, scorpacciate di aragoste, pollo arrosto (il jerk) e gustosi cocktail tutti rigorosamente a base di rum. Vivere la Jamaica è spostarsi il più possibile. Con tutte le limitazioni del caso, abbiamo optato per la costa settentrionale e quella sud-ovest. </font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" lang="it-IT"><font color="#000000"><font size="3">Tappa obbligata la visita alla casa natale e alla tomba di Bob Marley, a Nine Miles (unica area della Jamaica in cui è legale fumare marijuana è legale!). Poco distante vale la pena di scalare anche le cascate di Ocho Rios, partendo dalla mitica spiaggia di James Bond e Ursyla Andres. E poi tantissime le spiagge orlate di palme e acqua turchese. Altra attrattiva dell&#8217;isola le innumerevoli piantagioni di ganja, illegali ma facilmente visitabili. E poi gli indimenticabili tramonti! Insomma la Jamaica è un posto da provare&#8230;</font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" lang="it-IT">&nbsp;</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/VnsVXh8ugWo&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/VnsVXh8ugWo&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>I Canederli, dal Trentino Alto Adige con furore&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 14:33:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette dal mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla Val Gardena con furore, Michele (il mio socio-compare) è tornato dalla settimana bianca con tanti regali&#8230;Il mio però è ad effetto boomerang. A me è toccato il ricettario “Tutto sui canederli”, quelle specie di polpette a base di pane raffermo dove i trentini rifilano di tutto e le cuociono in tutti i modi&#8230;in brodo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla Val Gardena con furore, Michele (il mio socio-compare) è tornato dalla settimana bianca con tanti regali&#8230;Il mio però è ad effetto boomerang. A me è toccato il ricettario “Tutto sui canederli”, quelle specie di polpette a base di pane raffermo dove i trentini rifilano di tutto e le cuociono in tutti i modi&#8230;in brodo, al sugo, al forno&#8230;Fatto sta che sono buonissimi!</p>
<p><a href="http://www.giuliamancinelli.com/wp-content/uploads/2008/01/canederli1.jpg" title="canederli"><img src="http://www.giuliamancinelli.com/wp-content/uploads/2008/01/canederli1.miniatura.jpg" alt="canederli" /></a><span id="more-22"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Dato che mi vanto sempre delle mie doti culinarie&#8230;il ricatto “ricettario=mangiamo i canederli” si è concretizzato in una cena per poche cavie negli spazi angusti e culinariamente parlando poco professionali della redazione. Alla fine non penso che Catia, Samuele, Gianluca, Daniele, Michele e Carmine abbiano avuto di che lamentarsi&#8230; Anche se di canederli per la verità non ne sapevo proprio un bel niente, il risultato è stato al di sopra delle aspettative. Dimostrazione del fatto che con un po&#8217; di intuito e una minima conoscenza delle alchimie che si scatenano ai fornelli&#8230;.tutti posso preparare i canederli. E per di più con la ricetta originale trentina.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> Delle tante varianti, per questa volta mi sono limitata a quelli in brodo e a quelli con il sugo. Nella preparazione dell&#8217;impasto il passaggio più delicato (che potrebbe rivelare spiacevoli inconvenienti) è quello dell&#8217;ammollo del pane raffermo nel latte. Il dosaggio è incerto e se si eccede con il latte diventa tutto una pappa (per la verità anche in questo caso si può rimediare buttando etti di farina per far rapprendere l&#8217;impasto). Stavolta mi è andata bene e le mie cavie non hanno avuto di che lamentarsi&#8230;a parte osservare le macro-dimensioni delle polpette (più sono grandi e meno devo farne!). Meglio, ne mangi di meno e riempiono prima. Questo vale per tutti eccetto che per Carmine (l&#8217;altro socio-compare) che è riuscito ad ingurgitarne quattro.</p>
<table style="width: 194px">
<tr>
<td align="center" style="background: url('http://picasaweb.google.com/f/img/transparent_album_background.gif') no-repeat left 50%; height: 194px"><a href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/Canederli"><img width="160" src="http://lh6.google.it/penelope.pitti/R5iXOgNsM4E/AAAAAAAAA3M/Jx5B_XZEE3c/s160-c/Canederli.jpg" height="160" style="margin: 1px 0px 0px 4px" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-size: 11px; font-family: arial,sans-serif; text-align: center"><a href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/Canederli" style="font-weight: bold; color: #4d4d4d; text-decoration: none">canederli</a></td>
</tr>
</table>
<p>Ecco la <strong>ricetta</strong> sperimentata per i Canederli:<br />
500 gr di pane raffermo<br />
3 uova<br />
prezzemolo<br />
100 gr di speck<br />
150 gr di mortadella<br />
farina q.b.<br />
latte q.b.<br />
sale e pepe</p>
<p>Tagliare a dadini il pane raffermo. Riporlo in una grande ciotola e ammorbidirlo con il latte, facendo però attenzione che non si spappoli. Dopo aver amalgamato il tutto, aggiungere le uova con un pizzico di sale e pepe, il prezzemolo tritato, lo speck e la mortadella tagliati a piccoli pezzettini. Far amalgamare ancora il tutto, aggiungendo un po&#8217; di farina per rendere il composto più omogeneo e sodo. A questo punto, aiutandosi con un cucchiaio, iniziare a formare delle polpette, passandole su un po&#8217; di farina e riponendole su un piatto (meglio senza sovrapporle). Lasciare riposare i canederli in frigo. I canderli vanno lessati quindi o nel brodo (per circa 10 minuti dal momento che tornato a galla) oppure ripassati in padella con un sugo a base di pomodoro (in questo caso vanno lessati con lo stesso procedimento ma solo nell&#8217;acqua) oppure anche gratinati al forno con un po&#8217; di besciamella o formaggi (dopo che sono stati sempre lessati nell&#8217;acqua).</p>
<p><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/GsrWRuiLQ3g"></param> <embed src="http://www.youtube.com/v/GsrWRuiLQ3g" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"></embed></object></p>
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		<title>Io oooodio il Natale!</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 17:06:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fashion world]]></category>

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		<description><![CDATA[Luci che si accendono e si spengono, ad intermittenza, flashate, pure al neon..e poi stelle e stelline, palle e palline, fiocchi e balocchi. Ho la testa che mi scoppia. Mi gira tutto.


Io oooodio il Natale! Corri di qua, corri di la&#8230;tutta una ressa. A Natale tutti impazziscono. In macchina, al telefono, per strada, anche su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">Luci che si accendono e si spengono, ad intermittenza, flashate, pure al neon..e poi stelle e stelline, palle e palline, fiocchi e balocchi. Ho la testa che mi scoppia. Mi gira tutto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><a href="http://www.giuliamancinelli.com/wp-content/uploads/2007/12/renne.jpg" title="renne.jpg"><img src="http://www.giuliamancinelli.com/wp-content/uploads/2007/12/renne.jpg" alt="renne.jpg" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span id="more-20"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Io oooodio il Natale!</em> Corri di qua, corri di la&#8230;tutta una ressa. A Natale tutti impazziscono. In macchina, al telefono, per strada, anche su internet! E&#8217; un delirio generale. E lo stress sale. In fondo tutti hanno la consapevolezza (più o meno recondita) che i “doveri” del Natale provocano tensioni e stress e alla fine, inesorabilmente, quello che dovrebbe essere un bel periodo da gustare tra ferie e spensieratezza, diventa una guerra. Ogni scusa è buona per litigare e le parole vanno misurate, minuziosamente per non urtare l&#8217;altrui sensibilità già troppo irritata in questi giorni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Io oooodio il Natale! </em>Tutti dobbiamo essere più gentili. E così scatta all&#8217;impazzata il lancio degli auguri. A tutti e comunque. Tutti devono farti gli auguri. Le commesse (anche se sei uscita dal negozio senza comprare nulla dopo aver rovistato ovunque), in coda alla cassa del supermercato (con un rapido calcolo, risparmiando i 15 secondi della formula sorriso+auguri le file si ridurrebbero del 40%), il benzinaio di turno (anche se faccio solo 5 euro di benzina, tanto vado a metano), gli amici-nemici, quelli che tanto sai che ti odiano (all&#8217;accenno del primo “ti faccio i miei miglior&#8230;” scatta la mano con l&#8217;indice e l&#8217;anulare alzati) e poi tutta la schiera di parenti e serpenti che ti riempiono la faccia di baci e buffetti&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Io oooodio il Natale! </em>Tanto che ci siamo, inutile ignorare la maggiore causa dello stress natalizio: la corsa ai regali. Quella che non finisce neanche dopo Santo Stefano, causa l&#8217;immancabile cambio del regalo “sbagliato”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Io oooodio il Natale!</em> Odio fare regali a comando (va bè, in realtà odio fare regale perchè amo ricerveli&#8230;), odio arraffare qua e là pacchi e pacchetti perchè tanto sono in ritardo. E mentre infilo in borsa l&#8217;ennesimo pacchettino trattengo a stento una lacrima al pensiero che rinunciando ai regali di Natale avrei già in tasca una bella vacanzina loow cost. E il bancomat che la commessa mi sfila dalle mani è il biglietto verso mete esotiche che se ne vola via&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Io oooodio il Natale! Quello che siamo tutti più buoni, quello si può amare di più, quello delle grandi abbuffate e dei chili di troppo, quello del panettone e dei torroncini&#8230;e del regalo che ti sei scordata di fare&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Io oooodio il Natale!</em> Ma <em>amo</em> i tortellini in brodo di nonna, un fioretto per essere più buona, un bacio a mamma e papà perchè è Natale, un grazie che altrimenti non diresti mai e un sorriso a chi non lo fai mai&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il Natale in fondo è il Natale di ognuno di noi e anche quest&#8217;anno voglio ridere di tutte le sciocchezze del consumismo e dei tabu. A tutti gli amici del mio blog auguro però un vero e sincero BUON NATALE!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">P.S. Scordavo di lasciare qui il mio regalo&#8230;.di Natale!Buon divertimento</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Zv0_9IGWFvQ&#038;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Zv0_9IGWFvQ&#038;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>L&#8217;ispettore Petra Delicado, l&#8217;alter ego mancato del commissario Montalbano</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 10:20:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture a bassa voce]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
La mia passione per il genere noir mi ha portato ad avventurarmi nella scoperta di un nuovo personaggio (in ritardo devo ammetterlo) ideato dalla fantasia di Alicia Giménez Barlett, scrittrice spagnola di 56 anni, laureata in letteratura e filologia moderna, balzata alla ribalta degli onori della letteratura internazionale più che altro per l&#8217; “invenzione” dell&#8217;ispettore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La mia passione per il genere noir mi ha portato ad avventurarmi nella scoperta di un nuovo personaggio (in ritardo devo ammetterlo) ideato dalla fantasia di Alicia Giménez Barlett, scrittrice spagnola di 56 anni, laureata in letteratura e filologia moderna, balzata alla ribalta degli onori della letteratura internazionale più che altro per l&#8217; “invenzione” dell&#8217;ispettore Delicado.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img src="http://www.giuliamancinelli.com/wp-content/uploads/2007/10/nidovuoto.jpg" alt="Il nido vuoto" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> <span id="more-18"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La Giménez ha dato il via ad una saga dell&#8217;ispettore-donna Petra Delicado impegnata nelle indagini legate alla malavita di Barcellona. La sua ultima fatica letteraria è “Il nido vuoto”. Un nuovo appuntamento con l&#8217;ispettrice cresciuta nell&#8217;orgoglio femminista che, dopo 418 pagine spese a battere il chiodo sulla tranquillità e la pace raggiunta alla soglia dei quarant&#8217;anni vivendo sola e con tre divorzi alle spalle, torna all&#8217;altare. Date le premesse la mia recensione non sembra buona. E in parte è così. Ma solo per una ragione. Il mito del commissario Montalbano accompagna la lettura di tutto il libro, dalla prima all&#8217;ultima pagina. Impossibile non proseguire, man mano che si scorrono le pagine, un confronto in parallelo con il commissario di Vigata. Dall&#8217;incipit del racconto, con l&#8217;ispettore Delicado che inizia la sua riflessione sul senso della “vita” e della monotonia del vivere (nulla a che vedere con il profumo e i colori che Camilleri riesce a far provare fin dalle prime righe) al trovarsi nel mezzo casus belli fin dalle prime pagine ai battibecchi con i colleghi poliziotti (confermando gli stereotipi del maestro Camilleri con il collega-miglior amico, il superiore cui dover dire sempre sì, e poi il collega goffo alla Fantozzi) e così via&#8230;. Allora, che salvo di Petra Delicado? Tutto e niente. Tutto perchè il lettore vergine, infelicemente privato di una seppur minima e superficiale conoscenza del commissario Montalbano, troverà il romanzo della Giménez piacevole, scorrevole e anche realistico. Niente perchè i lettori più navigati sono spinti, fin dalle prime righe del racconto, a voli pindarici verso le indagini del commissario Montalbano. E il confronto non regge. Non regge tra i due personaggi, la Delicado e Montalbano (troppo intenta ad essere femminista senza riuscirci lei, e troppo abile nel dosare perfettamente freddezza e debolezza lui) e non regge tra la Giménez e Camilleri (troppo prolissa, finta introspettiva lei, e così troppo vero, reale e intrigante lui). Insomma ho tutta l&#8217;intenzione di continuare a tenermi aggiornata sul prosieguo delle indagini dell&#8217;ispettore Delicado rassegnandomi però a non emozionarmi come per le avventure del commissario Montalbano. E poco importa che preferiate l&#8217;uno o l&#8217;altra, tanto per la Sellerio (la casa editrice dopo Camilleri si è assicurata anche la Giménez) poco cambia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
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		<title>Formentera e Ibiza: gemelle diverse</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Aug 2007 17:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di bordo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo i mari tropicali, a giugno, la meta non può che essere il Mediterraneo. E allora valigia in mano e zaino in spalla, si parte per un&#8217;altra avventura. Formentera e Ibiza, due nomi nomi noti ma dai volti tutti da scoprire&#8230;


Il nostro viaggio comincia da Formentera. Il porto di Eivissa (a Ibissa) è solo una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo i mari tropicali, a giugno, la meta non può che essere il Mediterraneo. E allora valigia in mano e zaino in spalla, si parte per un&#8217;altra avventura. Formentera e Ibiza, due nomi nomi noti ma dai volti tutti da scoprire&#8230;</p>
<p><a href="http://www.giuliamancinelli.com/wp-content/uploads/2008/11/formentera-130.jpg" title="formentera-130.jpg"><img src="http://www.giuliamancinelli.com/wp-content/uploads/2008/11/formentera-130.miniatura.jpg" alt="formentera-130.jpg" /></a></p>
<p><a href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/FormenteraIbiza/photo#5093789811466030674"><span id="more-17"></span></a></p>
<p>Il nostro viaggio comincia da Formentera. Il porto di Eivissa (a Ibissa) è solo una tappa obbligata per saltare sul primo dei tanti traghetti in partenza che in 40 minuti ti portano dritto a Formentera. Un&#8217;isola piccola, selvaggia, dal mare cristallini e dalle spiagge ancora incontaminate. Se si escludono Platja Llevant e Platja Ses Illetes, le più &#8220;popolari&#8221; e turisticizzate, le restante calette dell&#8217;isola sono spettacolari. Solo mare, sabbia, qualche nudista e soprattutto i suggestivi &#8220;chiringuitos&#8221;, baracche di legno che adibite a baretti per gli immancabili happy hours.</p>
<table style="width: 194px">
<tr>
<td align="center" style="background: url('http://picasaweb.google.com/f/img/transparent_album_background.gif') no-repeat left center; height: 194px; moz-background-clip: -moz-initial; moz-background-origin: -moz-initial; moz-background-inline-policy: -moz-initial"><a href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/FormenteraIbiza"><img width="160" src="http://lh4.google.it/penelope.pitti/RrDGdXDvzcE/AAAAAAAAAo0/1EyrZJqeJHI/s160-c/FormenteraIbiza.jpg" height="160" style="margin: 1px 0pt 0pt 4px" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-size: 11px; font-family: arial,sans-serif; text-align: center"><a href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/FormenteraIbiza" style="font-weight: bold; color: #4d4d4d; text-decoration: none">Formentera<wbr></wbr>-Ibiza</a></td>
</tr>
</table>
<p>Cala Saona, con il bar Tanga, e ancora Platja Migjorn, con il Blue Bar, il trandissimo Blanco, e con il nostro Lacky (dove l&#8217;aperitivo al tramonto è mozzafiato), e ancora la baia di Es Calò, la spiaggia rocciosa di Punta del Mola con il mitico faro, e poi le spiagge di Ses Platgetes, la penisola del Trucador e quella brulla e lunare di Capo de Barbària.</p>
<p>Un mare da gustare in spiaggia fino al tramonto (che è alle 21.30!) per poi tornare al el Pujol, il centro più vivace di Formentera, dove la sera si cena dalle 23 e dove una miriade di baretti animano la notte fino quasi all&#8217;alba. Una settimana (ma anche cinque giorni) può bastare per &#8220;spulciare&#8221; tutta l&#8217;isola che si gira con assoluta praticità in scooter.</p>
<p>Da Formentare il rientro a Ibiza (altri tre giorni) ci mostra l&#8217;altro volto della vacanza. Le spiagge suggestive vanno ricercate con cura, come Cala Conta, Cala Compta, Cala Roja e Cala Bassa, mentre l&#8217;internazionale Playa d&#8217;en Bossa sono la bella copia di Rimini e Riccione.</p>
<p>Per la notte poi non c&#8217;è che l&#8217;imbarazzo della scelta. La vita notturna comincia sul lungomare, al porto di Eivissa, per proseguire, dalle 2 in poi, in una delle tante discoteche aperte fino all&#8217;alba. Pacha, Space, Amnesia&#8230;non c&#8217;è che l&#8217;imbarazzo della scelta. Da Eivissa in un pochi metri ci si addentra nelle viuzze del quartiere storico, una grande isola pedonale, piena di negozi, bar e ristoranti. Peccato che la cucina (anche quella locale) alle Baleari lasci molto a desiderare. Fatta eccezione per le tapas ibizegne, impossibile sperare di gustare una paella &#8220;decente&#8221;.</p>
<p>Nota gastronomica a parte, Formentera e Ibiza rappresentano un buon mix per una vacanza selvaggia e divertente, rivolta ad un target prettamente giovane ma che si adatta bene a tutte le età. Peccati i costi. Decisamente troppo elevati!</p>
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		<title>Il classico dell&#8217;estate: la grigliata in spiaggia</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jul 2007 10:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici]]></category>

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		<description><![CDATA[La grigliata in spiaggia mantiene sempre inalterato il suo &#8220;fascino&#8221;. Peccato però che a Senigallia i divieti e le rigide ordinanze imbavaglino clamorosamente ogni benchè minima iniziativa e occasione di sfruttare a pieno tutte le gioie dell&#8217;estate&#8230;Questo però è un altro discorso&#8230;Intanto i più &#8220;temerari&#8221; non rinunciano al piacere di una &#8220;sana&#8221; grigliata in spiaggia&#8230;


Grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La grigliata in spiaggia mantiene sempre inalterato il suo &#8220;fascino&#8221;. Peccato però che a Senigallia i divieti e le rigide ordinanze imbavaglino clamorosamente ogni benchè minima iniziativa e occasione di sfruttare a pieno tutte le gioie dell&#8217;estate&#8230;Questo però è un altro discorso&#8230;Intanto i più &#8220;temerari&#8221; non rinunciano al piacere di una &#8220;sana&#8221; grigliata in spiaggia&#8230;</p>
<p><a href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/Grigliata/photo#5087929869555793874"><img src="http://lh6.google.it/penelope.pitti/Rpv1QmT4_9I/AAAAAAAAAjI/xXlJn1hZXNk/s144/grigliata%20028.jpg" /></a></p>
<p><a href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/Grigliata/photo#5087929869555793874"><span id="more-15"></span></a></p>
<p>Grazie all&#8217;ospitalità dei Bagni Bora Bora, un banale lunedì estivo si è trasformato in una alternativa cena in spiaggia la tramonto.</p>
<table style="width: 194px">
<tr>
<td style="background: transparent url('http://picasaweb.google.com/f/img/transparent_album_background.gif') no-repeat scroll left center; height: 194px; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial" align="center"><a href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/Grigliata"><img src="http://lh4.google.it/penelope.pitti/Rpv0iWT4_nE/AAAAAAAAAj4/YlLsugF0IY8/s160-c/Grigliata.jpg" style="margin: 1px 0pt 0pt 4px" height="160" width="160" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center; font-family: arial,sans-serif; font-size: 11px"><a href="http://picasaweb.google.it/penelope.pitti/Grigliata" style="color: #4d4d4d; font-weight: bold; text-decoration: none">grigliata</a></td>
</tr>
</table>
<p>Merito soprattutto dei cuochi provetti che hanno saputo armeggiare abilmente barbecue e &#8220;ciccia&#8221;. Ottima la cottura, ottima la qualità e ottima pure la quantiità. Bravo anche a chi ha fatto spesa (hi..hi&#8230;hi&#8230;) non trascurando dettagli non secondari come abbinamenti enogastronomici e gli immancabili aperitivi. Dopo una bella scorpaggiata la degna conclusione di una cena in riva al mare è, ovviamente, il bagno di mezzanotte&#8230;(per pochi impavidi però).<br />
<center><br />
<object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/BHrOLG-suhI"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/BHrOLG-suhI" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"></embed></object> </center></p>
<p>&#8220;Chicca&#8221; della serata la barzelletta &#8220;hot&#8221; riproposta qui di seguito dall&#8217;interprete che, saggiamente, ha preferito restare nell&#8217;anonimato (brava Miki!!!!).</p>
<p><center> <object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vrFV6S9q7XU"></param> <embed src="http://www.youtube.com/v/vrFV6S9q7XU" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"></embed></object> </center></p>
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		<title>Tutti pazzi per il Jive: il video del saggio</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jul 2007 15:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo ben quattro mesi di dura fatica, durante i quali però ci siamo appassionati ancora di più alla musica degli anni &#8216;40 e &#8216;50, finalmente abbiamo dato sfoggio di quanto imparato.
Domenica 1° luglio, i ragazzi di Senigallia sono stati ospiti del saggio di fine anno della scuola di ballo Black Star di Fermo, con i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo ben quattro mesi di dura fatica, durante i quali però ci siamo appassionati ancora di più alla musica degli anni &#8216;40 e &#8216;50, finalmente abbiamo dato sfoggio di quanto imparato.</p>
<p>Domenica 1° luglio, i ragazzi di Senigallia sono stati ospiti del saggio di fine anno della scuola di ballo Black Star di Fermo, con i super-maestri Simone ed Evy.</p>
<p><span id="more-14"></span></p>
<p>Un ultimo appuntamento per mettere a punto le &#8220;mosse&#8221; strategiche in attesa del Summer Jamboree di Senigallia. Sul palco allestito in piazza del Popolo a Fermo si sono esibiti due gruppi di Senigallia, rispettivamente in un jive e in un lindy hop. Ed ecco come ho sontetizzato la serata&#8230;</p>
<p><center> <object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/uC67hcRsQmc"></param> <embed src="http://www.youtube.com/v/uC67hcRsQmc" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"></embed></object> </center></p>
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