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Costa Rica, pura vida!

September 22nd, 2009

Sole, mare, natura….e tanto surf. La Costa Rica è questo e molto altro ancora. Dalla foresta tropicale a quella nebulare d’alta quota, dal sole caldo e secco della costa del Pacifico alle palme della costa Caraibica.

E poi vulcani, infinite specie di flora e fauna. La Costa Rica è anche un crocevia di giovani alla ricerca della loro dimensione e a queste condizioni trovarla non è certo difficile…Un popolo amante della tranquillità, caldo e semplice in perfetto stile “Pura Vida”, l’augurio che ti senti ripetere in continuazione e da ogni parte. La nostra avventura parte (con una tappa nell’immancabile Miami) da Liberia, cittadina di scambio favorita dall’aeroporto internazionale. Di qui la nostra rotta è verso Tamarindo, due ore in autobus a 40°, aria condizionata manco a pensarci ma in compenso birretta fresca gratis. L’arrivo a Tamarindo è meglio di come ce lo aspettavamo. Anche se l’urbanizzazione comincia a farsi sentire, le strade di sabbia, la spiaggia immensa e le onde dell’oceano hanno il sopravvento.

Le spiagge più belle, da girare rigorosamente on the road (ma attenzione alle maree…la strada che c’è al mattino potrebbe scomparire nel pomeriggio) quelle di Playa Grande, Playa Conchal (la spiaggia delle conchiglie), playa Brasilito e Playa Flamigo. Meno turistiche, ideali per relax tra una surfata, una bevuta in chioschetti sperduti e un po’ di sole. Il refugio nacional de fauna silvestre ostional regala, per chi ha la pazienza di appostarsi anche per tutta la notte, lo spettacolo delle tartarughe marine che depositano le uova. E poi le cittadine di Huacas, con i gringos, Matapalo e Potrero…niente di più selvaggio. Il nostro viaggio prosegue sulla costa opposta. In 12 ore, alla modica cifra di 8 dollari, da Tamarindo arriviamo a San Josè, la capitale, niente di speciale, ma sicuramente una città tra le meno pericolose del centroamerica, e poi giù lungo la costa fino a Puerto Viejo de Talamanca, al confine con Panama. Una viaggio stipati in vecchie “carretere” attraverso le montagne dell’altopiano centrale con soste lungo strade tortuose e impervie ma la Costa Rica è anche e soprattutto questo.

costa rica

L’arrivo sulla costa atlantica non è proprio dei migliori. Il clima è umido e la pioggia è compagna costante del nostro soggiorno. In quanto a Puerto Viejo, se non fosse per la pioggia, il panorama sarebbe da cartolina. Palme che si estendono a perdita d’occhio, tra cocchi, pappagalli e scimmie. In spiaggia di giorno il surf la fa da padrone e la sera il villaggio si anima di musica, movida e tanti giovani fino all’imperdibile falò in riva al mare. Unico problema. Adoriamo il sole, soprattutto a marzo. Decidiamo per un fuori programma e torniamo, con altre 12 ore di viaggio, a Tamarindo dove ormai siamo di casa. Grazie a Edo che ci ha ospitato e a Manuel, che è riuscito a farci salire sulla tavola da surf, la vacanza è volata via. Con un unico rammarico…la voglia di restare. Sulla via del rientro non rinunciamo, come da programma ad una capatina a Panama City. La chiamano la Miami del centroamerica. Niente di più falso. Un’unica lunga via piena di casinò e night. Tutto molto trash ma almeno adesso lo sappiamo…Anche stavolta torniamo a casa pensando a quello che abbiamo lasciato ma felici per ricordi che porteremo sempre con noi…



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